La lotta all’evasione portata avanti dal Governo passa anche dal controllo delle banche dati delle auto elettriche e ibride. Dallo scorso 1 gennaio 2023 le auto ad alimentazione elettrica o ibrida sono entrate a far parte del CETE (Controllo Economico del Territorio), gestito dalla Guardia di Finanza. Si tratta della banca dati utilizzata dalle Fiamme Gialle per scoprire sia chi evade il fisco, sia chi percepisce sussidi ed aiuti statali o comunali pur non avendone necessità. Il sistema permette di effettuare verifiche sulla capacità contributiva: fino al 2022 vi erano inserite solo le auto sportive o di lusso, ma la circolare di fine dicembre ha dato mandato ai comandi territoriali della GdF di controllare anche i possessori di auto elettriche con potenza massima superiore ai 70 kW e di auto ibride con potenza massima superiore ai 120 kW.

Con dei controlli incrociati sui dati patrimoniali e di reddito dei contribuenti, la Guardia di Finanza è in grado di stabilire l’effettiva capacità contributiva dei cittadini e individuare eventuali posizioni non coerenti. Non tutti i veicoli a basse emissioni sono coinvolti nei controlli: le verifiche saranno effettuate sui possessori di auto elettriche e ibride di grossa potenza, in quanto si tratta di veicoli costosi, facenti parte di un mercato in espansione e di grande attrattiva per il cliente finale. Abbiamo analizzato queste novità insieme a Matteo della Concessionaria Grignani.

Auto elettriche e ibride: sotto la lente d’ingrandimento del Fisco

Non solo Maserati, Lamborghini e Ferrari: i controlli della Guardia di Finanza ora sono anche su auto ibride ed elettriche. Tra i dati contenuti nelle banche dati delle Fiamme Gialle sono stati inserite, dal 1 gennaio scorso, anche le auto green: basterà qualche controllo incrociato su redditi e patrimoni per scovare evasori fiscali e detentori di sussidi. La stretta del Governo attuale è orientata a diminuire la pressione dell’evasione fiscale, anche alla luce dell’elevato costo di auto elettriche ed ibride. Nel mirino dei controlli i contribuenti che possiedono auto elettriche di potenza massima superiore ai 70kW o auto ibride di potenza massima superiore ai 120 kW.

La circolare diramata ai reparti territoriali della GdF spiega l’aggiornamento della banca dati del CETE come una conseguenza dell’evoluzione del contesto di riferimento “caratterizzato dall’appeal in crescita per i veicoli elettrici o ibridi“. Un mercato, quello delle auto elettriche e ibride, che è cresciuto in maniera importante nell’ultimo anno: il 13esimo rapporto GreenItaly stabilisce che la produzione di vetture green in Italia ha superato il 40% della produzione totale di automobili nel 2021. Dati positivi, nonostante nel nostro Paese la crescita del settore è in parte minata dalla scarsa diffusione delle colonnine di ricarica e dalla scarsa efficienza degli incentivi per l’acquisto di auto elettriche o ibride.

Auto ibride: quali sono i modelli spia

L’obiettivo delle Fiamme Gialle è quello di monitorare le spese degli italiani, per evitare il fenomeno dell’evasione fiscale. I militari delle Fiamme Gialle possono incrociare i dati dell’Anagrafe Tributaria ed individuare eventuali incongruenze patrimoniali a carico del contribuente. Il calcolo del reddito complessivo delle persone permetterà di individuare sia gli evasori fiscali, sia coloro che percepiscono sussidi senza averne i requisiti. Infatti c’è una stretta relazione tra il valore oggettivo del bene e la posizione tributaria del proprietario del veicolo.

Le auto ibride soggette al controllo sono quelle con una potenza massima superiore ai 120 kW ed alimentazione benzina/elettrico o diesel/elettrico. I veicoli elettrici e ibridi sono attraenti per gli automobilisti, considerando anche il percorso di decarbonizzazione a cui stanno lavorando sia Italia che Europa, ma presentano costi elevati. Tali spese non sono valutate solo in termini di acquisto iniziale del mezzo, ma anche in termini di manutenzione, riparazione e costi assicurativi.

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